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Bando Digitalizzazione Sardegna 2026: guida completa a requisiti e procedura
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Francesco CugurraAmministratore, R&S

Bando Digitalizzazione Sardegna 2026: guida completa a requisiti e procedura

Tutto quello che devi sapere sul bando FESR Sardegna per la digitalizzazione delle PMI: requisiti, tecnologie ammesse, come presentare la domanda e gli errori da evitare.

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Il bando "Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale" è uno dei programmi più interessanti degli ultimi anni per le imprese sarde. Contributi a fondo perduto fino al 90%, importi da 50.000 a 200.000 euro, una dotazione di 22 milioni di euro. Numeri che fanno drizzare le orecchie a qualsiasi imprenditore.

Ma come spesso accade con i bandi pubblici, il diavolo sta nei dettagli. Requisiti di ammissibilità, tecnologie finanziabili, procedure da seguire, scadenze da rispettare. Questa guida fa chiarezza su tutto quello che devi sapere per partecipare al bando con consapevolezza.

Chi può partecipare

Il bando è riservato a Micro, Piccole e Medie Imprese con sede operativa in Sardegna. La definizione segue i parametri europei:

Microimprese: meno di 10 dipendenti, fatturato annuo fino a 2 milioni di euro.

Piccole imprese: meno di 50 dipendenti, fatturato annuo fino a 10 milioni di euro.

Medie imprese: meno di 250 dipendenti, fatturato annuo fino a 50 milioni di euro.

Sono ammessi anche i liberi professionisti (commercialisti, avvocati, consulenti, architetti, ingegneri) equiparati alle imprese ai fini del bando. Le start-up possono partecipare purché abbiano un business plan e un bilancio infra-annuale certificato.

I 5 requisiti fondamentali

Prima di procedere, verifica di avere: sede operativa in Sardegna, iscrizione CCIAA attiva, almeno 2 bilanci depositati (o 2 anni di attività), regolarità contributiva (DURC), rispetto dei limiti de minimis.

Sono escluse alcune categorie: pesca, agricoltura primaria, siderurgia, trasporto conto terzi, produzione di energia. Le aziende agroalimentari che fanno trasformazione (caseifici, cantine, oleifici) possono invece partecipare.

Se vuoi una verifica rapida dei requisiti con un nostro consulente, puoi prenotare una call gratuita.

Cosa finanzia il bando

Il bando copre interventi di digitalizzazione su 20 tecnologie ammesse. L'elenco completo include:

  • Intelligenza Artificiale
  • Cloud computing
  • Cybersecurity
  • E-commerce
  • CRM e ERP
  • Big Data e Analytics
  • Internet of Things (IoT)
  • Automazione dei processi
  • Fatturazione elettronica avanzata
  • Firma digitale e identità digitale
  • Blockchain
  • Realtà aumentata e virtuale
  • Digital marketing
  • Software gestionali
  • Sistemi di backup e disaster recovery
  • Piattaforme collaborative
  • Siti web aziendali
  • App mobile
  • Sistemi di videoconferenza
  • Formazione digitale

Non tutte le tecnologie hanno lo stesso massimale. L'AI arriva fino a 80.000 euro, il cloud e la cybersecurity pure. Gli e-commerce si fermano a 70.000 euro, mentre CRM, ERP e automazione possono raggiungere i 100.000 euro.

Se vuoi capire quali tecnologie fanno al caso tuo, qui trovi quelle su cui possiamo supportarti direttamente.

Quanto puoi ottenere

Il contributo richiesto deve essere compreso tra 50.000 e 200.000 euro. L'intensità dell'aiuto varia dal 70% al 90% a seconda del regime scelto e delle premialità applicabili.

In regime de minimis (il più comune), l'intensità base è dell'80%. Può salire al 90% con premialità per rating di legalità, certificazioni ambientali o parità di genere.

Facciamo un esempio concreto: con un progetto da 100.000 euro e intensità dell'80%, ottieni 80.000 euro a fondo perduto. Ne metti 20.000 di tasca tua, ma ne ricevi 80.000 per digitalizzare l'azienda.

Il Piano di Digitalizzazione è il cuore della domanda. Un documento che descrive dove sei oggi, dove vuoi arrivare e come ci arrivi con le tecnologie scelte. Non è una formalità: è ciò che determina l'approvazione.

Tieni traccia di tutto

Requisiti, documenti, scadenze: sono tante cose da tenere a mente. Abbiamo preparato un kit gratuito con checklist e template per non perdere nulla.

Le date da segnare

Il bando funziona a sportello: i fondi vengono assegnati in ordine cronologico fino a esaurimento. Non c'è graduatoria, non c'è punteggio. Chi arriva prima prende i fondi. Questo rende le tempistiche cruciali.

23 febbraio 2026: apertura della compilazione delle domande sulla piattaforma SIPES.

2 marzo 2026 ore 12:00: click day. Da questo momento è possibile inviare le domande. Le domande compilate ma non inviate entro questa data restano in sospeso.

31 marzo 2027: chiusura dello sportello (o prima, in caso di esaurimento fondi).

Con una dotazione di 22 milioni di euro, il rischio di esaurimento fondi nei primi giorni è concreto. Preparare tutto in anticipo è fondamentale.

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Come si presenta la domanda

La procedura avviene interamente online sulla piattaforma SIPES (Sistema Informativo per la Programmazione Economica della Sardegna). Ecco i passaggi:

  1. Registrazione su SIPES: se non hai già un account, devi crearlo con SPID o CIE.
  2. Accesso al bando: dalla sezione "Bandi attivi", selezioni il bando sulla transizione digitale.
  3. Compilazione della domanda: inserisci i dati dell'impresa, il progetto, il budget, le tecnologie scelte.
  4. Caricamento allegati: visura camerale, bilanci, DURC, preventivi dei fornitori, Piano di Digitalizzazione.
  5. Invio: non prima del 2 marzo 2026 ore 12:00. L'invio richiede firma digitale del legale rappresentante.

La domanda può essere compilata a partire dal 23 febbraio, ma resta in bozza fino al click day. Questo ti dà tempo per verificare tutto senza fretta, ma anche la possibilità di essere pronto il 2 marzo.

Gli errori da evitare

Dopo anni di esperienza con bandi simili, questi sono gli errori più frequenti:

DURC scaduto: il Documento Unico di Regolarità Contributiva ha validità 120 giorni. Verifica che sia valido al momento dell'invio.

Preventivi incompleti: per ogni voce di spesa superiore a 5.000 euro servono almeno 3 preventivi comparabili. Devono essere dettagliati e datati.

Piano di Digitalizzazione generico: frasi come "miglioreremo la presenza online" non bastano. Servono obiettivi specifici, tecnologie dettagliate, KPI misurabili.

De minimis sforato: gli aiuti de minimis degli ultimi 3 anni non devono superare 300.000 euro. Verifica tutti i contributi ricevuti, inclusi quelli regionali.

Tempistiche sottostimate: 18 mesi per realizzare il progetto sembrano tanti, ma passano in fretta. Pianifica con realismo.

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Il Piano di Digitalizzazione

È il documento più importante della domanda. Non un modulo precompilato, ma un vero e proprio piano strategico che deve dimostrare tre cose:

  1. Dove sei oggi: analisi dello stato attuale dei processi aziendali, dei sistemi informatici esistenti, delle competenze digitali del personale.
  2. Dove vuoi arrivare: obiettivi concreti di digitalizzazione, benefici attesi in termini di efficienza, produttività, competitività.
  3. Come ci arrivi: tecnologie scelte, fornitori coinvolti, tempistiche di implementazione, budget dettagliato per voce.

Un buon Piano di Digitalizzazione non si scrive in un pomeriggio. Richiede analisi, confronto con i fornitori, definizione di metriche. Ma è anche ciò che trasforma una domanda anonima in una proposta convincente.

Cosa succede dopo l'approvazione

Una volta approvata la domanda, hai 18 mesi per realizzare il progetto. Il contributo viene erogato in più tranche:

  • Anticipo: fino al 40% del contributo, su richiesta e con fideiussione.
  • Stato avanzamento lavori (SAL): erogazioni parziali a fronte di spese già sostenute e documentate.
  • Saldo finale: dopo la conclusione del progetto e la rendicontazione completa.

La rendicontazione richiede fatture quietanzate, estratti conto che dimostrino i pagamenti, relazione finale sugli obiettivi raggiunti. Non è burocrazia fine a sé stessa: serve a garantire che i fondi pubblici vengano utilizzati correttamente.

Conviene partecipare?

Se hai un'impresa in Sardegna e hai bisogno di digitalizzarti, difficilmente troverai condizioni migliori. Contributo a fondo perduto fino al 90%, importi significativi, tecnologie ammesse ampie.

Il vero costo è il tempo: preparare una domanda fatta bene richiede settimane, non giorni. Raccogliere documenti, confrontare preventivi, scrivere il Piano di Digitalizzazione, verificare i requisiti. Ma è tempo ben investito se il risultato è un contributo da decine di migliaia di euro.

Chi non ha tempo o competenze interne può farsi assistere. Commercialisti specializzati in finanziamenti, consulenti di bandi, oppure fornitori come noi che offrono supporto dalla domanda alla realizzazione del progetto.

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Offriamo una consulenza gratuita per verificare i requisiti, identificare le tecnologie finanziabili e stimare il contributo ottenibile. 20-30 minuti, senza impegno.

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Scritto da

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Francesco Cugurra

Amministratore, R&S

Co-fondatore di Mana Hub, si occupa di ricerca e sviluppo nel campo della gamification e dell'edutech.

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